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Le analisi biometriche (o osteometriche) ci permettono di analizzare la taglia e la morfologia degli animali vissuti nel passato attraverso la misurazione dei loro resti ossei.

Come si misura un osso?

Ci sono svariati metodi per misurare i resti archeologici, il più diffuso è attraverso l’uso di un calibro (manuale o digitale, che vedete nelle prime due slide) e una tavola osteometrica. Le misure vengono prese sulle ossa (ma anche su altri elementi anatomici, come denti e otoliti, di cui parleremo in seguito) seguendo dei metodi standardizzati, creati ad hoc per dei taxa specifici.

biometria
Calibri per la misurazione delle ossa © Angela Maccarinelli

Come vengono utilizzate queste misure?

Le applicazioni della biometria sono svariate e i risultati delle indagini biometriche sono fondamentali per l’interpretazione di trend passati. La biometria può, ad esempio, supportare il ricercatore nell’identificazione della specie- in particolare nel caso di taxa morfologicamente molto simili (come capra vs pecora), nel distinguere razze diverse appartenenti alla stessa specie (come diverse razze bovine), oppure ancora per rintracciare la comparsa di specie domestiche, distinguendole dal loro antenato selvatico -tipicamente di taglia più grande (come maiale vs cinghiale).

Misurazione di astragali © Angela Maccarinelli

L’analisi biometrica su larghi campioni può permettere anche di evidenziare le proporzioni tra sessi diversi all’interno di una popolazione, in particolare in relazione ad elementi anatomici che presentano un maggiore dimorfismo sessuale.

Singole misure posso essere usate per stimare le dimensioni in vita dell’animale; una valutazione tipica è quella dell’altezza al garrese (da terra al punto più alto del dorso) o del peso dell’animale in vita. Anche se questi calcoli possono presentare margini di errore basati su variabili individuali dell’animale (come le diverse proporzioni dimensionali tra un animale vissuto nel passato ed il corrispettivo moderno) hanno l’importante vantaggio di produrre dati accessibili e facilmente interpretabili dai non specialisti del settore.

Contributo scritto da Angela Maccarinelli

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